mercoledì 18 luglio 2012

CREEP

Ci sono brani che ignoriamo di proposito per anni, poi, quasi come se fosse arrivato il loro tempo, si impongono in ogni modo alla nostra attenzione e mettono in moto singolari meccanismi di pensiero.  Uno di questi è CREEP dei Radiohead.
Strana storia quella di questa canzone.
Primo singolo della band inglese nel 1992. La BBC bocciò immediatamente  il brano come troppo deprimente. Malgrado ciò, il pezzo riuscì a sfondare in America e nel resto del mondo.
CREEP significa  "persona considerata di scarso valore", stramba. Il frontman dei Radiohead, Thom Yorke scrive che il testo racconta di un ubriaco che insegue una donna ovunque cercando di ottenerne le attenzioni ma alla fine comprende di essere lui stesso la donna rincorsa. Un po' come il principe della poesia di Pessoa Eros e Psichè.
Musicalmente CREEP è semplicissima. L'unica variante è costituita dai quattro accordi prima del ritornello che il chitarrista Johnny Greenwood inserì nel tentativo di sabotare l'andamento lento del brano.  
Numerosissime le versioni e le cover del brano dai Korn di MTV Unplugged a Macy Gray e Damien Rice. Nel film The Social Network, CREEP è cantata da un coro belga di oltre duecento ragazze Scala & Kolacny Brothers . Inascoltabile la versione italiana di Vasco Rossi Ad ogni costo,  dove il testo dei Radiohead non esiste più. Gradevole al contrario la versione heavy dei Sentenced, gruppo metal finlandese. 
Il video che inserisco è, credo, il modo migliore per fruire di un brano all'apparenza banale ma che mi riporta a poesie come La passante di  Baudelaire o  Le Passanti di George Brassens (ripresa poi da De Andrè).  Il fil rouge di certe emozioni si dipana senza sosta in costellazioni solo apparentemente inconciliabili...



Quando tu eri qui prima
non riuscivo a guardarti negli occhi
tu sei proprio come un angelo la tua pelle mi fa piangere
tu fluttui come una piuma in un mondo meraviglioso
Io avrei voluto essere speciale tu sei così maledettamente speciale
ma sono una persona sgradevole, sono uno strano cosa diavolo sto facendo qui?
io non appartengo a questo posto

non importa se ferisce io voglio avere il controllo
voglio un corpo perfetto voglio un'anima perfetta
voglio che tu noti quando non sono in giro
tu sei così maledettamente speciale
Io avrei voluto essere speciale ma sono una persona sgradevole,
sono uno strano cosa diavolo sto facendo qui?
io non appartengo a questo posto

lei corre fuori dalla porta lei sta correndo lei corre...

Qualunque cosa ti renda felice tutto ciò che vuoi
tu sei così maledettamente speciale
Io avrei voluto essere speciale
ma sono una persona sgradevole, sono uno strano cosa diavolo sto facendo qui?
io non appartengo a questo posto


Versione soul di Macy Gray



Versione intimista di Damien Rice

When you were here before
Couldn't look you in the Eye

You're just like an angel
Your skin makes me cry
You float like a feather
In a beautiful world
And I wish I was special
You're so fuckin' special
But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here? I don't belong here.

I don't care if it hurts
I want to have control I want a perfect body I want a perfect soul
I want you to
When I'm not around
You're so fuckin' special I wish I was special
But I'm a creep, I'm a weirdo.
the hell am I doing here? I don't belong here.
She's running out again, She's running out
She's run run run running out...
Whatever makes you happy
What ever you want
You're so fuckin' special I wish I was special... But I'm a creep, I'm a weirdo, What the hell am I doing here? I don't belong here. I don't belong here .

A UNA PASSANTE  - BAUDELAIRE

D'attorno a me urlava la strada assordante. Alta, sottile, in lutto stretto, maestosa nel suo dolore, una donna passò, sollevando con la mano superba il festone e l’orlo della gonna; era così agile e nobile, con la sua gamba statuaria…
Io bevevo, teso come un folle, nel suo occhio, cielo livido in cui nasce l’uragano, la dolcezza che incanta e il piacere che uccide. Un lampo… poi la notte! – O fugace bellezza, il cui sguardo m’ha ridato improvvisamente la vita, non ti rivedrò che nell’eternità?

Altrove, ben lungi da qui, tardi, troppo tardi, forse mai! Io non so dove fuggi, tu ignori dove io vada. O te che avrei amato, o te che lo sapevi!

Da "I fiori del male ed altre poesie" - ed. Einaudi 2006



LE PASSANTI (Fabrizio De André)


Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia, vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante sarete presto una folla distante scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine quando il rimpianto diventa abitudine, una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.



LES PASSANTES GEORGE BRASSENS
(Poème d' Antoine Pol)

Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu'on aime
Pendant quelques instants secrets
A celles qu'on connaît à peine
Qu'un destin différent entraîne
Et qu'on ne retrouve jamais
A celle qu'on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s'évanouit
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu'on en demeure épanoui
A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysageFont paraître court le chemin
Qu'on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu'on laisse pourtant descendreSans avoir effleuré sa main
A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d'un être trop différent
Voud ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D'un avenir désespérant
Chères images aperçues
Espèrances d'un jour déçues
Vous serez dans l'oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu'on se souvienne
Des épisodes du chemin
Mais si l'on a manqué sa vieon songe avec un peu d'envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu'on n'osa pas prendre
Auc cœurs qui doivent vous attendreAux yeux qu'on n'a jamais revus
Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lèvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l'on n'a pas su retenir

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