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giovedì 18 febbraio 2010




«Stranamente, non appena pronunciamo una
cosa, la svalutiamo. Crediamo di essere scesi
nel profondo degli abissi, ma quando risaliamo
alla superficie, la goccia rimasta sulla punta
delle nostre pallide dita non somiglia più al
mare da cui proviene. Crediamo di aver scoperto
una fossa piena di meravigliosi tesori e,
quando ritorniamo alla luce, abbiamo soltanto
pietre false e cocci di vetro; e tuttavia nelle
tenebre il tesoro risplende immutato».


MAETERLINCK


Chi non ricorda l'epigrafe de "I turbamenti del giovane Torless" di Musil ?
Un sogno adolescenziale che riverbera nel presente... Ancora mi illudo delle illusioni...ancora cerco un nome per ogni moto in fondo a un attimo che non so dire...

mercoledì 22 luglio 2009

TESORI NASCOSTI

In qualche maniera noi svalutiamo le cose appena le pronunciamo.Crediamo di esserci immersi nel più profondo dell'abisso,e invece quando torniamo alla superficie la goccia d'acqua sulla punta delle nostre dita pallide non somiglia più al mare donde veniamo.Crediamo di aver scoperto una caverna di meravigliosi tesori e quando risaliamo alla luce non abbiamo che pietre false e frammenti di vetro; e tuttavia nelle tenebre il tesoro seguita a brillare immutato...
Un brano di Maeterlinck letto e trascritto a sedici anni...è rimasto lì, nei miei quaderni di ragazza e chi me lo aveva regalato forse, non lo ricorda neanche più...